Apertura annata Lionistica Club Mirandola alla Mantovanibenne

Il Lions Club Mirandola ha aperto la sua 52esima annata, ospitato nei modernissimi locali della ditta Mantovanibenne che nell’occasione ha aperto le porte al Club per una visita guidata ai suoi impianti nella sede (storica) di Mirandola, quartier generale dell’azienda. Mantovanibenne, o MBI, è un marchio molto ben affermato nella costruzione di apparecchiature per il movimento terra, settore in cui è presente non solo con le benne, prodotto che la caratterizza fin dalla sua origine (risalente al 1963), ma anche con le attrezzature di demolizione (pinze, frantumatori, cesoie, ecc.), dove è entrata più recentemente, acquisendo una significativa posizione di mercato. Le notevoli dimensioni delle officine e delle macchine operatrici hanno destato meraviglia e interesse nei visitatori, anche per l’alto grado di automazione con cui vengono lavorate le lamiere, rafforzando in loro la convinzione che l’azienda stia affrontando le sfide del mercato globale con mezzi di assoluta avanguardia. L’arrivo degli ospiti alla MBI è stato preceduto dalla S. Messa celebrata nell’Aula S. Maria di Mirandola da Mons. Francesco Cavina, Vescovo della Diocesi di Carpi.

I Lions ed MBI hanno deciso di collaborare insieme per un concorso che prevede la raccolta di idee fra gli studenti delle scuole secondarie di 1° e 2° grado di Mirandola, Concordia, Cavezzo, Medolla, S. Possidonio e S. Prospero e del Corso di Laurea in Infermieristica di UniMoRe, per favorire sani stili di vita, atti a prevenire l’insorgenza di patologie croniche, con particolare riferimento al diabete di tipo 2. Il concorso, in via di presentazione alle scuole, è alla ricerca di proposte concrete da parte degli studenti, realizzabili sia dagli stessi proponenti, sia mediante iniziative sociali di quartiere e di buon vicinato, per promuovere l’attività fisica e migliorare il benessere sociale, soprattutto nei bambini (dove, secondo le statistiche, un bambino su quattro è obeso), nei giovani e nelle persone svantaggiate e fragili. Le tre migliori idee per ogni grado di scuola, selezionate da un’apposita commissione di soci Lions, saranno presentate e premiate nel corso della serata conclusiva dell’annata Lions, il prossimo 9 giugno 2018. Madrina del progetto, che è il logico approdo di iniziative limitate ai dipendenti di MBI e già intraprese da qualche mese, è la Sig.a Roberta Mantovani, dirigente dell’azienda e figlia di Alberto, titolare e fondatore, nonché socio del Lions Club Mirandola da molti anni. Il concorso è stato intitolato alla memoria del compianto Sebastiano Mantovani, nipote di Alberto, giovanissima vittima di un tragico incidente, avvenuto esattamente dieci anni fa.

La grandiosa sala della MBI in cui si è svolta la conviviale ha agevolmente contenuto gli oltre cento invitati, fra cui autorità civili e lionistiche del Distretto 108TB e dei Lions Club vicini. Dopo il passaggio del martelletto fra Guido Zaccarelli e Alberto Grasso (rispettivamente nuovo e past presidente), il presidente Zaccarelli ha illustrato le linee programmatiche del Club incentrate su interventi (ossia: service) migliorativi che pongono al centro la persona, l’ambiente, l’economia, la società e l’etica. Il filo conduttore dell’annata è l’arte, da ricercare non solo nelle cosiddette “opere d’arte”, ma in tutte le attività umane che siano “benfatte”, anche in quelle quotidiane e, in primis, nel lavoro. Diffondendo l’arte, si vogliono diffondere gli ideali del lionismo, associazione presente in tutti i paesi del mondo, sorta 101 anni fa con l’obiettivo di servire la comunità che la circonda, nella ferma convinzione che solo laddove è operante una concreta mentalità solidaristica, la società progredisce verso un obiettivo finale in cui il benessere è diffuso e le differenze sociali sono attenuate.

In quest’ottica, quindi, è molto significativo il titolo dato all’incontro: “La Fabbrica: dove l’Arte incontra la sua Anima. Viaggio nei luoghi dove si fabbrica ad Arte in perenne contatto con la Magia del Fare”. E altrettanto significativo è stato l’intervento del Dott. Claudio Marcello Costa, relatore sul tema: “L’eroe che è in te” (titolo del libro autobiografico, in cui narra la sua straordinaria esperienza). Il Dott. Costa, medico ortopedico e traumatologo originario di Imola, è un personaggio notissimo nel mondo del motociclismo sportivo, avendo dedicato tutta la propria vita ad assistere dal punto di vista sanitario i piloti della Moto GP. Da poco tempo si è ritirato, ma rimane l’indimenticato creatore, circa 40 anni fa, della mitica “clinica mobile”, ossia del pronto soccorso montato su ruote che segue le gare, spostandosi nei circuiti in cui esse si svolgono, attrezzato per gli interventi emergenziali in caso di cadute e incidenti. Un centinaio di piloti, praticamente tutti quelli degli ultimi decenni, sono stati salvati, o anche solo curati, dalla clinica mobile. Un tempo, dice il Dott. Costa, destreggiandosi fra alcuni storici modelli di moto, a lui ben noti ed esposti ad arte nella sala dell’incontro, non si correva in condizioni di sicurezza, per cui i piloti non sapevano se dopo la gara sarebbero sopravvissuti. Oggi, invece, sono certi di poter contare sulla presenza della clinica mobile e sulle elevate capacità professionali dei medici che la gestiscono.

Il Dott. Costa si è soffermato in particolare sull’aspetto della professionalità di questi ultimi, per spiegare che nel corso degli anni i suoi interventi si sono modificati estendendosi oltre l’intervento d’emergenza alla cura dei piloti incidentati allo scopo di rimetterli, nel minor tempo possibile, in condizioni di poter gareggiare di nuovo, poiché questo è ciò che essi, appena superata l’emergenza (e in preda ad una sorta di “delirio” della passione sportiva), chiedono sempre di poter fare al più presto. Volendoli, per quanto possibile, agevolare, il Dott. Costa ha quindi dovuto sviluppare una “medicina eretica”, come la definisce lui stesso, che si prende dei rischi, agendo al di fuori dei criteri di prudenza e cautela di quella ufficiale. Sottoposti alle sue cure, piloti che avevano subito fratture ossee importanti e che avrebbero dovuto sottostare a tempi di recupero lunghissimi, sono invece tornati a gareggiare nel volgere di pochi giorni avendo ottenuto “luce verde” da lui, ma ancora feriti (ossia, non guariti secondo la medicina ufficiale), ottenendo risultati assolutamente sorprendenti, ivi inclusa la vittoria. Innumerevoli sono stati i casi di questo tipo: da quello di Capirossi con una tripla frattura alla mano, a quello di Lorenzo con la frattura alla clavicola, a quello di Valentino con la gamba rotta, per citarne solo alcuni.

Ciò è stato possibile non solo per gli interventi terapeutici rischiosi messi a punto dal Dott. Costa, ma soprattutto, come lui sostiene, perché in ogni uomo esiste un “eroe”, fatto di risorse straordinarie e impensate che si manifestano nel momento di massima difficoltà ai fini del raggiungimento di un certo obiettivo. Lui, il Dott. Costa, si considera solo un tramite per opera del quale (talvolta assumendosi grandi responsabilità, pagate poi col dubbio e la paura di aver sbagliato, per scelte troppo al di fuori delle regole) questo eroe si estrinseca. L’esempio più riuscito nella sua attività è sicuramente Alex Zanardi che, dopo la perdita di entrambe le gambe nello sciagurato incidente di cui rimase vittima circa quindici anni fa ed essersi sottoposto alle sue cure, è risorto, tornando a gareggiare e a vincere contro ogni previsione.

Il messaggio positivo del Dott. Costa, rivolto a tutti e in tutte le situazioni, è quindi quello di non perdere mai la speranza, poiché anche di fronte all’apocalisse l’uomo è capace di tirare fuori l’eroe nascosto dentro di sé e vincere battaglie che sembrano perdute….sempreché trovi qualcuno in cui avere fede, al quale affidare ciecamente la propria vita e che possa creare le condizioni per farlo emergere.

 

Ivo Panzani

AS Lions Club Mirandola