L’arte della magia

Nel periodo dell’anno intorno alla ricorrenza di S. Martino di solito si ricordano le tradizioni, ma quest’anno il Lions Club Mirandola ha voluto espressamente festeggiarla con un incontro sull’arte della magia, o meglio della prestigiazione, quella che comprende tutte le branche dell’attività dei prestigiatori, dalla manipolazione al mentalismo, dalla magia teatrale alle grandi illusioni. La prestigiazione, se praticata da persone capaci, può infatti diventare una vera arte, nella quale la destrezza dell’esecutore riesce a convincere il pubblico di una realtà che non esiste. Il compito del prestigiatore è quello di illudere lo spettatore circa un accadimento magico, generando nella sua mente un sentimento di meraviglia, al quale possono associarsi anche l’ilarità e talvolta un vago senso di timore. Tutto si gioca su fattori psicologici che l’illusionista sfrutta molto abilmente per inserirsi con i suoi trucchi. Infatti non esistono azioni magiche, ma solo azioni truccate, eseguite, però, talmente bene da apparire del tutto normali e verosimili. Ospiti dell’incontro sono stati tre esperti dell’arte magica: Roberto Ferrari, Mirco Menegatti e Andrea Baioni. I primi due sono noti prestigiatori. Ferrari ha messo a frutto la propria capacità di illusionista applicandola, in un campo totalmente diverso, ad attività di marketing innovativo, consistenti, ad esempio, nel creare eventi aziendali per il lancio di nuovi prodotti strabiliando la mente del pubblico con l’illusionismo e quindi mantenendone il ricordo più a lungo, oppure per corsi di formazione aziendale a scopo comunicativo e organizzativo. Durante l’incontro ha dimostrato la sua grande destrezza con i giochi di carte e anche con il ventriloquio (questa è un’altra branca della prestigiazione). Menegatti, invece, è il classico mago che si esibisce sul palcoscenico, incantando il pubblico con i suoi numeri basati sulla corda, che si divide in pezzi, ma che poi riappare in pezzo unico, con i cerchi metallici, che si compenetrano e poi si dividono, e con le colombe, che appaiono e spariscono in modi del tutto sorprendenti. A ragione, egli vanta al suo attivo la vittoria nel campionato italiano di magia a S. Vincent, uno dei più importanti al mondo. Infine, Baioni ha tracciato un quadro storico della “magia”, partendo dalle sue origini risalenti al 2700 a.c., presso i popoli della Persia, della Cina e dell’Egitto, fino ai giorni nostri. Lo sforzo più grande dei maghi è sempre stato quello di persuadere il pubblico dell’impossibile. Ha spiegato che l’illusionista è colui che convince gli altri di cose prodigiose, mentre il prestigiatore fa vedere una cosa per un’altra, con disinvoltura e destrezza. L’evoluzione dell’arte prestigiatoria è passata attraverso periodi in cui essa si confuse con la stregoneria (i maghi furono anche perseguiti con la morte sul rogo),  ma già nel medioevo, prese una strada diversa che conserva tuttora, ossia quella dello spettacolo, sviluppando una serie di branche, tra cui le più moderne sono l’escapologia (ossia la capacità di liberarsi da tutto e di scappare, ricordando a questo proposito il grande Houdini), il trasformismo (ossia la capacità di apparire in tanti travestimenti, passando dall’uno all’altro molto rapidamente, Fregoli e, oggigiorno, Brachetti ne sono i massimi rappresentanti), quella degli effetti speciali nel cinema (inventati da  Melies a fine 1800), o delle sfide impossibili (come, ad esempio, quella del celebre David Blaine che rimase 35 ore su un piede solo, in cima ad una strettissima colonna alta 27 metri). Infine ha fatto cenno al mago Silvan, l’icona della magia italiana, che ha portato in scena il celebre numero (illusionistico) del taglio della donna in 3 pezzi. L’incontro ha avuto anche un’esibizione inaspettata, offerta da Matteo Malpighi, uno studente di 14 anni, ospite fra il pubblico in qualità di appassionato di magia. Da poco più di un anno, Matteo si è assiduamente dedicato ad essa, acquisendo una notevole destrezza nei giochi con le carte. Ne ha dato prova in una estemporanea esibizione che è stato chiamato a fornire e in cui ha destato meraviglia e stupore nel pubblico. L’esortazione finale degli ospiti, salutati calorosamente da Guido Zaccarelli, presidente del Lions Club, e da tutti i presenti, è che gli spettatori si avvicinino alla magia non per scoprirne i trucchi, ma piuttosto per provare nuove emozioni: secondo loro, infatti, la magia continuerà ad esistere solo finchè la fantasia del pubblico si incontrerà con quella del prestigiatore.

Ivo Panzani

AS Lions Club Mirandola