Le arie di Puccini al Lions Club Mirandola

L’Arte incontra la Musica: è il titolo della serata dedicata dal Lions Club Mirandola al concerto nel quale la soprano Maria Silvia Cianchi ha eseguito arie operistiche, accompagnata al pianoforte da Luca Carpani. La maestra Cianchi, fiorentina, è una soprano diplomata al conservatorio di Parma. Insegna canto e ha già calcato i teatri italiani nelle opere di Puccini, nel Nabucco e Ballo in Maschera. E’ dotata di una bellissima voce, duttile, che le consente di ricoprire ruoli anche molto impegnativi. Il maestro Luca Carpani, mirandolese, è diplomato in pianoforte a Carpi e a Parma. E’ stato concertista alla corale Rossini di Modena e dal 2014 dirige il Coro Città di Mirandola. Il Lions Club Mirandola aveva finanziato nel mese di novembre un corso di lezioni tenuto per il pubblico dai due artisti sui rudimenti del canto.

Il concerto in onore dei Lions è stato incentrato su famose romanze di alcune opere di Puccini. Il primo pezzo eseguito è stato la celeberrima aria “Vissi d’arte, vissi d’amore”, dal secondo atto di Tosca. Il brano si inserisce in coda al dialogo tra la cantante Floria Tosca e il Barone Scarpia, quando questi ricatta la donna chiedendole di concedersi a lui in cambio della liberazione del suo amato, il pittore Mario Cavaradossi, condannato a morte. Si tratta di una romanza di toccante intensità, tra le più celebri del  melodramma italiano, interpretata dalla Cianchi in modo sublime (e prima di lei, nel tempo, da tutte le più celebri soprano). A seguire, è venuta l’aria “Un bel dì vedremo” da Madama Butterfly, in cui Cio-Cio-San (Butterfly), rivolgendosi alla cameriera Suzuki, immagina il giorno felice in cui Pinkerton, il suo sposo americano, farà ritorno a casa. Cavallo di battaglia di grandi nomi, come Maria Callas e Renata Tebaldi. La terza romanza “Quando men vo” è tratta da Boheme. E’ un valzer lento, cantato, nel secondo quadro, da Musetta, principale personaggio femminile dell’opera, con civetteria, mentre è seduta ad uno dei tavoli del Caffè Momus, rivolgendosi intenzionalmente al pittore Marcello, allo scopo di riconquistarlo. Infine, l’aria dal Gianni Schicchi “O mio babbino caro”. La canta Lauretta, rivolgendosi al padre Gianni Schicchi, quando lo scontro tra questi e la famiglia Donati giunge a un punto tale da mettere a rischio la sua storia d’amore con Rinuccio Donati. Non così famosa come le altre di Puccini, questa è un’opera comica in un atto e racconta lo stratagemma messo in atto da Gianni Schicchi, un fiorentino di fine 1200, che riesce a farsi intestare il patrimonio della famiglia Donati. Il concerto si è avvicinato al termine con una magistrale interpretazione della famosissima canzone napoletana “Torna a Surriento”, nota in tutto il mondo e cantata, fra gli altri, anche da Elvis Presley, Dean Martin, Andrea Bocelli, ecc. Nonostante più di un secolo di vita, essa conserva intatta la sua forte presa sul pubblico (non si può ascoltarla, senza canticchiarne sottovoce il ritornello). L’ultimo pezzo, colonna sonora del film “C’era una volta il West”, è stato un doveroso omaggio a Ennio Moricone, grandissimo compositore contemporaneo di musiche da film  (nonché, anch’egli, socio Lions).

La serata è finita con la consapevolezza di aver vissuto un momento di profonda soddisfazione, come sempre avviene quando si interagisce da vicino con l’Arte (con l’A maiuscola).

 

I.P.